Acetone Nell’Alito e Perdita Peso

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fattori che aumentano i livelli di acetone nell'alito: digiuni, attività fisica, carenza di carboidrati, aglio, te verde, affeina, esposizione al freddo, etc
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L’acetone è una sostanza volatile, venduta nei supermercati come solvente per unghia, smacchianti, etc. L’acetone è una sostanza infiammabile, narcotizzante ed irritante. L’acetone commerciale è un derivato del petrolio, quindi una sostanza sintetica.

Eppure, piccole quantità di acetone, lo produce anche il nostro corpo, espellendolo con l’alito.

L’acetone rende l’alito puzzolente di “Sidro di mele”.

È un odore particolare, che potete notare nell’alito delle persone che si trovano in particolari condizioni nutrizionali, o di malattia come il diabete.

Tutti noi produciamo acetone!

La presenza di acetone nell’alito è segno di perdita spinta di grasso.

Quando l’alito puzza di “Acetone”, significa che è in atto una elevata combustione di grassi, con formazione di acetone espulsi con l’alito ed il fiato.

I grassi in assenza di adeguate quantità di carboidrati, formano l’acetone ed altre due sostanze (il beta-idrossibutirrato e l’acetoacetato), noti con il nome di corpi chetonici.

Le persone in condizioni fisiologiche, producono nell’alito circa 0,5 – 1 ppm di acetone.

Durante il digiuno, l’attività fisica e/o l’esposizione al freddo, la produzione di acetone nell’organismo aumenta fino a 170 ppm.

Nei diabetici, la produzione di acetone può salire fino a 1250 ppm! Ecco perché si dice che l’alito dei diabetici odora di Sidro di mele.

I diabetici infatti a causa della resistenza insulinica, non riescono ad utilizzare i carboidrati, e spingono la combustione dei grassi al punto da formare gradi quantità di acetone nell’organismo. I diabetici gravi, sono anche magri, per l’elevata perdita di grasso con conseguente formazione di acetone, acetoacetato e beta-idrossibutirrato.

Ma vediamo quali sono i fattori che stimolano la produzione di Acetone nell’organismo

I fattori che promuovono la combustione accelerata dei grassi con formazione di acetone, sono:

  1. Digiuno e restrizione calorica
  2. Durante il sonno Notturno, (quando a cena si assumono pochi carboidrati)
  3. Durante e subito dopo l’attività fisica aerobica e/o intensa.
  4. Diete con Pasti “poveri di carboidrati”; I testi della Dieta a Zona del Biochimico Barry Sears, parlano di un rapporto proteine/Carboidrati superiori a 0,8 – 1.
  5. Esposizione prolungata in ambienti freddi. Il freddo stimola il metabolismo, la termogenesi e la lipolisi
  6. L’assunzione di aglio, grazie alla presenza di Allil-Metil-sufuro
  7. L’assunzione di Caffeina e Polifenoli del te verde; entrambi con meccanismi diversi, stimolano lo scioglimento dei grassi e la loro combustione, favorendo anche l’incremento dell’acetone.
  8. L’obesità, pare inibire un po la lipolisi e la formazione di acetone; gli individui magri producono più facilmente acetone, in condizioni di digiuno
  9. l’Abuso di alcol, anche se questa è una condizione patologica molto grave.
  10. Il diabete, dovuta all’incapacità delle cellule di utilizzare adeguatamente il glucosio circolante nel sangue
  11. Gli stati influenzali, a causa probabilmente dell’incremento della temperatura corporea.

Prodotti che possono favorire la combustione dei grassi.

Per favorire la perdita spinta di grasso, molte aziende hanno formulato diversi prodotti.

DNA Solutions, per esempio, ha formulato:

  1. I pasti sostitutivi, con rapporto proteine/carboidrati = 1, al fine di controllare meglio la fame, e indurre la perdita di grasso corporeo. (Per info, scrivimi su CONTATTI)
  2. Il Fat Burning, a base di estratti di buccia d’arancio amaro, polifenoli de te verde, caffeina, Garcinia Cambogia, acido alfa-Lipoico, etc (Per info, scrivimi suCONTATTI)
  3. Dren Linea, una miscela di polifenoli ed estratti erboristici (Per info, scrivimi suCONTATTI)

Fonte Bibliografica

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