Alterazione del DNA da carenza di Acido Folico e di vitamina B12

Alterazione del DNA da carenza di Acido Folico e di vitamina B12

Alterazione del DNA da carenza di Acido Folico e di vitamina B12

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Molti sintomi da carenza di acido folico sono simili a quelli della carenza di vitamina B12.

Acido folico (Vitamina B9) e vitamina B12, lavorano in sinergia; se nell’organismo manca una, non funziona l’altra. Quindi possiamo dire che Acido folico e Vitamina B12 si tengono per mano come Marito e Moglie.

Una dei sintomi da carenza di queste vitamine, è l’anemia megaloblastica, caratterizzata da globuli rossi leggermente più voluminosi del normale. Inoltre può essere presente anche una riduzione del numero di linfociti (le cellule che ci difendono dalle infezioni).

O manca l’acido folico o manca la B12, si può manifestare l’anemia megaloblastica e riduzione dei linfociti, perché viene compromessa la corretta formazione dei globuli rossi e bianchi dalle cellule staminali ematopoietiche multipotenti del midollo osseo.

Nell’anemia megaloblastica, i globuli rossi si presentano più voluminosi del normale, con il citoplamsa maturo ed il nucleo poco maturo. In poche parole la carenza di acido folico e/o vitamina B12, compromette la corretta differenziazione delle cellule staminali in globuli rossi.

Perché succede questo?

L’acido folico e la vitamina B12 lavorano insieme per la sintesi del DNA; In particolare favoriscono la trasformazione dell’uracile in timina. La Timina è una base azotata necessaria alla sintesi corretta del DNA. Quando manca la vitamina B12 o l’acido folico, l’uracile non si trasforma in timina, e la cellula incorpora nel DNA l’uracile al posto della timina; ne consegue che nei globuli rossi di nuova formazione, il DNA risulta difettato per la presenza dell’uracile, e tende a subire continue riparazioni che lo portano a diventare più voluminosi e tendenti a rompersi (emolisi).

La cosa grave “che dovrebbe preoccuparci”, e che la formazione di DNA difettato, non avviene solo nelle cellule ematopoietiche, ma anche nelle cellule di altri organi e tessuti (sopratutto in quelli ad alta proliferazione), aumentando il rischio di mutazioni e disfunzioni d’organo.

Al fine di mantenere giovane il DNA, è indispensabile prevenire la carenza di acido folico e di vitamina B12! La carenza di una delle due vitamine nella dieta, riduce la sintesi della TIMINA, e di conseguenza le cellule che si moltiplicano, formeranno DNA difettato contenente URACILE al posto della TIMINA, provocando numerose rotture del DNA alternati da continue riparazioni; Ciò causa la diminuzione del rinnovamento cellulare (di sangue, pelle, capelli, fegato, etc), invecchiamento cellulare e aumento del rischio di mutazioni che possono favorire il cancro.

L’acido folico (vitamina B9) lo troviamo nelle verdure, nella frutta, legumi, cereali integrali, nel fegato ed un po’ nei prodotti animali freschi. La Vitamina B12 la troviamo negli alimenti di origine animale, come fegato, frattaglie, carni, pesce, uova, latte e latticini.

Gli anziani e gli alcolisti sono a rischio di carenze di vitamina B12 e acido folico; in questi casi “se il medico lo ritiene utile”, potrebbero essere utili gli integratori di vitamina B12 e acido folico a concentrazioni adeguate.

Carenza di acido folico da mutazione dell’enzima Folato Idrolasi (FOLH1).

Negli alimenti l’acido folico non si trova mai libero, ma legato con il glutammato. Nelle cellule infatti esiste il glutammato di riserva sotto forma di polimeri di acido folil-gamma-glutammico. Quindi quando mangiamo gli alimenti ricchi di acido folico, lo ingeriamo sotto forma di polimeri di acifo folil-gamma-glutamico. Questo tipo di acido folico una volta nell’intestino deve essere scisso in acido folico + glutammato da un enzima intestinale chiamato Folato idrolasi (EC3.4.17.21) che funziona con lo zinco. Il Folato Idrolasi si trova sull’orletto a spazzola degli enterociti dell’intestino tenue: questo scinde la folil-gamma-glutamico in glutammato + acido folico ( o THF), per poi assorbirlo nel sangue. Mutazioni di questo enzima predispongono a carenza di acido folico e per superare tale carenza “se non sbaglio!”, bisognerebbe intervenire (dico forse) con acido folico non coniugato al glutammato.

Fonte Bibliografica

Pubblicato da Dottor Liborio Quinto

Sono un appassionato di Biologia e Chimica degli Alimenti, e condivido con Voi, il Mio sapere. Chi è interessato a propormi qualcosa, può contattarmi

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