Batteri Intestinali, Iperglicemia e Obesità

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 Batteri intestinali, si nutrono, fermentando la fibra vegetale e producendo acidi grassi SCFA (acido butirrico, propionico, caprico, caprilico), che legandosi ai recettori delle cellule-L, liberano ormoni ipoglicemizzanti come il GLP-1, GLP-2, GIP, Oxintomodulina.
I Batteri intestinali, si nutrono, fermentando la fibra vegetale e producendo acidi grassi SCFA (acido butirrico, propionico, caprico, caprilico), che legandosi ai recettori delle cellule-L, liberano ormoni ipoglicemizzanti come il GLP-1, GLP-2, GIP, Oxintomodulina. Per info sui probiotici, scrivetemi su –> CONTATTI

Il nostro lungo tratto di intestino, pullula di vita microbica.

Abbiamo miliardi e miliardi di microbi che vivono all’interno dei nostri visceri. Nel loro insieme, pesano circa 1,5 Kg di massa batterica, e sono costituiti da 500 -1000 specie diverse.

I Batteri intestinali “rappresentano un vero e proprio organo”, da cui l’organismo trae vantaggio.

I batteri intestinali, sviluppano, nutrendosi del cibo che Noi ingeriamo, e producono vitamine, proteine batteriche e acidi grassi a corta catena “I cosiddetti SCFA.”

Una sana composizione di batteri intestinali, contribuisce a prevenire il diabete, l’Obesità e le malattie metaboliche. (Per info sui Probiotici –> CONTATTI )

Ormai ci sono fior di studi che dimostrano come una flora batterica intestinale alterata, contribuisce al diabete, sovrappeso e malattie autoimmuni.

La Massa batterica intestinale, necessita di fibra vegetale. Una dieta ricca di fibre provenienti da frutta, verdura, cereali integrali e legumi, permette ai batteri di sviluppare correttamente e migliorare il metabolismo.

Se la dieta è ricca di fibre vegetali, i microorganismi sviluppano correttamente e producono per noi importantissime sostanze.

Una delle sostanze maggiormente prodotte dai batteri intestinali, sono gli acidi grassi a catena corta, chiamati con la sigla SCFA.

Sono SCFA, i seguenti acidi grassi: acido acetico, propionico, butirrico, caprico, caprilico e capronico.

Questi acidi grassi vengono prodotti dalla massa batterica intestinale, quando noi consumiamo molta fibra vegetale.

Gli acidi grassi SCFA, svolgono un ruolo importante nel regolare la secrezione dell’insulina, della glicemia, del metabolismo dei grassi e della prevenzione dell’obesità.

Lungo il tratto intestinale, l’1% degli enterociti, è costituito da cellule speciali, dette cellule L.

Queste cellule L, sono dei sensori metabolici che regolano i livelli di insulina, fame e glicemia.

Le cellule L, producono hanno dei recettori che si legano agli acidi grassi SCFA, e rilascano nel sangue ormoni, come GLP-1, GIP, GLP-2, Oxymodulina e ppy..

Questi ormoni, contribuiscon a migliorare il metabolismo del glucosio, dell’insulina, della fame e sazietà. Inoltre la GLP-2 contribuisce a prevenire la permeabilità intestinale, attraverso il rinnovo della parete intestinale.

Le cellule L dell’ultimo tratto dell’intestino, possiedono anche un recettore che si lega ai sali biliari prodotti dalla colecisti ed elaborati dai microbi. Questo recettore si chiama TGR5, e induce la secrezione dell’ormone antidiabetico GLP-1.

Molti cibi vegetali, come il cardo mariano ed i carciofi, stimolano la secrezione biliare; i microbi che sviluppano sulle fibre, trasformano gli acidi biliari in acidi biliari microbiche, che legandosi alle cellule L dell’intetsino crasso, stimolano il rilascio di GLP-1, smorzando l’appetito e regolando la glicemia.

Conclusioni

Per prevenire l’obesità, la permeabilità intestinale, diabete e dislipidemie, è importante prendersi cura dei batteri intestinali.

Una dieta sana e sopratutto ricca di fibre, consente alle cellule microbiche di trasformare una parte delle fibre, in acidi grassi SCFA, contribuendo a migliorare il metabolismo del glucosio e dei grassi.

Obesità, diabete e sovrappeso, non dipendono solo dall’abuso di calorie e mancanza di attività fisica; molto dipende anche dalla composizione della flora batterica intestinale, condizionata dalla presenza o meno di fibre vegetali. I Medici e Biologi Nutrizionisti consigliano sempre ai loro pazienti di inserire nella dieta cospicue quantità di verdure fresche, frutta, cereali integrali e legumi.

Le fibre vegetali rappresentano il nutrimento per i nostri microbi intestinali, che lo trasformano in preziosi acidi grassi (SCFA), ad azione antinfiammatoria, ipoglicemizzante e dimagrante.

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Fonte Bibliografica

  1. Microbial regulation of GLP-1 and L-cell biology – Thomas U. Greiner, et al 2016 https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5004117

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