I Cachi dalla Cina in Italia Con Furore

I Cachi dalla Cina in Italia Con Furore

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I cinesi coltivavano i cachi da oltre 2000 anni; Le prime coltivazioni di cachi in Italia si sono avute intorno al 1916 nel salernitano (regione Campania) e per la precisione nell'agro Nocerino.

I Cachi sono deliziosi frutti di un bel color arancione acceso originari della Cina; I cachi hanno come luogo di origine “la Cina centro – Meridionale”, la Corea del Sud e il Giappone.

I cinesi coltivavano i cachi da oltre 2000 anni; Le prime coltivazioni di cachi in Italia si sono avute intorno al 1916 nel salernitano (regione Campania) e per la precisione nell’agro Nocerino.

Gli alberi dei cachi si adattano molto bene ai climi mediterranei dell’Italia e le regioni a maggior produzione di Cachi (nel 2014) sono la Campania (35.000 Tonnellate/anno) e l’Emilia Romagna (20.000 Tonnellate/anno).

La produzione totale Italiana del 2014 è stata di circa 65.000 Tonnellate/anno.

Perché i cachi Sono utili alla salute?

I cachi sono cibi utili perché forniscono molte fibre prebiotiche, minerali alcalinizzanti, zuccheri a medio impatto glicemico e tantissimi polifenoli e carotenoidi.

I cachi sono una fonte straordinaria di beta-carotene che il nostro fegato e intestino lo smonta in molecole di vitamina A; la vitamina A svolge importantissimi ruoli per la differenziazione delle cellule, la salute della pelle e degli epiteli interni, la prevenzione del cancro e malattie infettive, la trascrizione corretta dei geni, ed il corretto funzionamento del sistema immunitario ed endocrino.

Ricordiamo che senza vitamina A, molti ormoni e la vitamina D non possono funzionare correttamente. I cachi essendo ricchissimi di beta-carotene, sono una fonte straordinaria di vitamina A. beta carotene contenuto nei cachi potenzia anche la protezione della pelle e dei tessuti dallo stress ossidativo e dalle radiazioni, scherma la retina dell’occhio dai danni provocati dalle radiazioni della luce solare, migliora la vista e previene la cecità da carenza di vitamina A, prevenendo anche le macchie di Bitot sulle sclere degli occhi.

I polifenoli e bioflavonoidi contenuti nei cachi contribuiscono a migliorare la salute in quanto tengono a freno l’infiammazione, migliorano la sensibilità al glucosio, prevengono l’arteriosclerosi, svolgono alcune azioni anti-colesterolo e antiobesità.

Ruolo anti obesità delle sostanze tanniche della buccia di Kako

Esistono delle ricerche che dimostrano l’esistenza di sostanze tanniche nella buccia di Kaki in grado di favorire il dimagrimento: le bucce dei cachi contengono delle sostanze tanniche in grado di inibire la lipasi pancreatica necessaria per digerire e assorbire il 70% dei grassi introdotti con il cibo. Inibendo l’attività enzimatica della lipasi Pancreatica, i cachi mangiati con tutta la buccia possono contribuire a ridurre le calorie provenienti dai cibi grassi e quindi favorire la perdita di grasso. Alcune aziende farmaceutiche stanno realizzando dei Integratori alimentari a base di estratti di buccia di cachi per favorire il dimagrimento sfruttando l’inibizione della lipasi pancreatica (Pubmed 27529064).

Proprietà alcalinizzanti dei cachi

I cachi poi sono Molto Alcalinizzanti per la ricchezza in magnesio, potassio e tantissimi oligominerali. Il PRAL (POTENZIALE ACIDO DI CARICO RENALE) di 100 grammi di Kaki è di circa – 2,81 (verificabile attraverso il calcolatore del PRAL presente in questo sito http://www.acidosi.it/pral/

Un alimentazione ricca di cibi alcalinizzanti (Kaki compresi) aiuta le cellule ad ossigenarsi meglio, a ridurre la ritenzione idrica, a rallentare l’infiammazione ed a stare bene.

Impatto glicemico dei Kaki

Molti consumatori temono l’elevato contenuto di zuccheri dei cachi; la gente ha paura di vedersi impennare i livelli glicemici ed ingrassare.

Ebbene sfatiamo questa paura! I Kaki pur essendo ricchi di zuccheri, contengono molto potassio e fibre che rallentano l’assorbimento intestinale del glucosio. L’Indice glicemico dei cachi infatti è di appena 50 contro i 75 – 80 di una comune fetta di pane ed i 100 del riso bianco.

Pensate che un Kako dal peso di 150 grammi sviluppa un carico glicemico di appena 9 – 10 g, contro un carico glicemico quasi doppio (16 g) sviluppato da un banale pacchetto da 35g di Crakers).

Ovviamente i Diabetici di tipo 2 devono comunque porre attenzione al consumo di Kaki, tenendo però conto che un biscotto è peggio di un grosso kako.

Proprietà Prebiotiche della Fibra dei Kaki

Infine merita di essere menzionata la preziosa fibra dei Kaki. I kaki sono ricchi di inulina e frutto – oligosaccaridi che fungono da sostanza prebiotica in quanto stimola l’intestino Crasso a formare i Bifidum bacterium bifidi che potenziano le difese immunitarie e la salute dell’epitelio intestinale. L’inulina poi favorisce la produzione batterica di acidi grassi volatili antinfiammatori quali l’acido propionico e butirrico che hanno anche un ruolo nel proteggere l’intestino dalla candida albicans.

I kaki maturi sono anche ideali per combattere la stitichezza e le disbiosi intestinali.

Fonte Bibliografica

  1. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/27529064
  2. http://www.acidosi.it/pral/

Nota Legale 

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Pubblicato da Dottor Liborio Quinto

Sono un appassionato di Biologia e Chimica degli Alimenti, e condivido con Voi, il Mio sapere. Chi è interessato a propormi qualcosa, può contattarmi

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