La Vitamina D sostiene la crescita muscolare

La Vitamina D sostiene la crescita muscolare -  la Vitamina D3 aiuta a formare nuovo muscolo, guidando le cellule satelliti a differenziarsi in nuove fibre muscolari, ed inoltre rallenta la perdita dei muscoli abbassando i livelli di MIOSTATINA ed innalzando i livelli di FOLLISTATINA. La miostatina si mangia i muscoli, mentre la follistatina impedisce alla miostatina di mangiarsi i muscoli

La Vitamina D sostiene la crescita muscolare.

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Allenare i muscoli e consumare adeguate quantità di proteine, sono fattori indispensabili ma non sufficienti a garantire una buona crescita delle masse muscolari.

Una delle sostanze più importanti per la crescita dei muscoli è la vitamina D3. La Vitamina D3 non solo rinforza le ossa, ma sostiene anche la crescita dei muscoli.

La crescita dei muscoli è nota con il nome di miogenesi (miogenesi = crescita muscolare).

Come fa la Vitamina D3 a sostenere la crescita dei muscoli?

La Vitamina D3 sostiene la crescita dei muscoli, perché spinge le cellule staminali dei muscoli a differenziarsi in nuove fibre muscolari, ed a fondersi con le fibre muscolari già esistenti, contribuendo ad aumentare il volume ed il numero di fibre muscolari.

Le cellule staminali dei muscoli si chiamano “cellule satelliti”, e sono delle cellule embrionali che vivono in uno stadio quiescente.

Quando alleniamo il muscolo e quindi si verificano piccoli microtraumi nelle fibre muscolari, aumentano le citochine infiammatorie, che stimolano le cellule staminali dei muscoli a proliferare (per l’autorinnovamento) e differenziarsi. In questo processo partecipa anche la vitamina D3, che guida le cellule satelliti risvegliate dagli stimoli dell’attività fisica a differenziarsi in nuove fibre muscolari. Se manca la Vitamina D3, la formazione di nuove fibre muscolari, avviene con più difficoltà.

Adesso l’argomento lo spiego in modo più tecnico:

I muscoli sono fatti di cellule; Le cellule dei muscoli si chiamano fibre muscolari. In mezzo alle fibre muscolari, sono anche presenti le cellule staminali dei muscoli “chiamate cellule satelliti”. Le cellule satelliti normalmente dormono, ma quando alleniamo i muscoli, le citochine infiammatorie prodotte dai microtraumi delle fibre muscolari, le risvegliano; le cellule satelliti risvegliate, incominciano a proliferare ed una parte di esse si differenziano in nuove fibre muscolari, consentendo la riparazione e la crescita della massa muscolare. A consentire la differenziazione cellulare delle fibre muscolare, è la Vitamina D3.

Le cellule staminali dei muscoli sono in superficie ricchi di recettori della vitamina D3 (i recettori VDR); Quindi un adeguata presenza di vitamina D3, aiuta le staminali dei muscolo a differenziarsi, accrescendo la massa muscolare.

Importante è anche lo zinco!

Lo zinco è un microelemento che aiuta la vitamina D3 a funzionare. Lo zinco è infatti un minerale che si trova all’interno del recettore VDR; pertanto una carenza di zinco impedisce alla vitamina D3 di inviare il segnale al suo recettore VDR, con conseguente fallimento della trasformazione delle cellule staminali dei muscoli in nuove fibre muscolari.

E’ stato anche scoperto che la Vitamina D3 abbassa la MIOSTATINA, uno dei principali ormoni che bloccano la crescita muscolare. Troppa miostatina nell’organismo, rimpicciolisce i muscoli, e la vitamina D3 aiuta a tenere bassa la miostatina nell’organismo.

La Vitamina D3 inoltre favorisce l’aumento della FOLLISTATINA che è un ormone antagonista della MIOSTATINA. La Follistatina si lega al posto della MIOSTATINA sul recettore TRIM1 (il recettore della miostatina presente sulle fibre muscolari), impedendo la degradazione del muscolo.

Quindi per riassumere

  1. La Vitamina D3 aiuta le cellule staminali dei muscoli “chiamate cellule satelliti”, a differenziarsi, consentendo la crescita muscolare stimolata dall’attività fisica e da un adeguata alimentazione
  2. La Vitamina D3 da sola non stimola la crescita muscolare, ma consente alle cellule staminali risvegliate dall’allenamento e da una adeguata dieta, di differenziarsi in nuove fibre muscolari
  3. La Vitamina D3 possiamo considerarla una vitamina morfogenica, perché stimola sia la formazione di osteoblasti (cellule delle ossa che rinforzano il tessuto osseo), e sia delle fibre muscolari
  4. La Vitamina D3 agisce sulla differenziazione delle cellule staminali muscolari, perché le cellule staminali sono ricche di recettori della vitamina D3 VDR
  5. Il recettore della Vitamina D3 VDR contiene ZINCO, è quindi per la consentire alla vitamina D3 di favorire la trasformazione delle staminali in muscolo, è necessaria anche una quantità giusta (senza eccedere!!) di zinco.
  6. La Vitamina D3 ha anche dimostrato di abbassare i livelli di MIOSTATINA nell’organismo, rallentando la perdita muscolare; La miostatina sarebbe l’ormone che rimpicciolisce i muscoli
  7. La vitamina D3 ha anche dimostrato di aumentare i livelli di FOLLISTATINA, che è un potente inibitore del recettore della MIOSTATINA (TRIM1).
  8. Quindi per concludere, la Vitamina D3 aiuta a formare nuovo muscolo, guidando le cellule satelliti a differenziarsi in nuove fibre muscolari, ed inoltre rallenta la perdita dei muscoli abbassando i livelli di MIOSTATINA ed innalzando i livelli di FOLLISTATINA. La miostatina si mangia i muscoli, mentre la follistatina impedisce alla miostatina di mangiarsi i muscoli.

Fonte Bibliografica

  • Braga, M., Simmons, Z., Norris, K. C., Ferrini, M. G., & Artaza, J. N. (2017). Vitamin D induces myogenic differentiation in skeletal muscle derived stem cellsEndocrine Connections6(3), 139-150. Retrieved Jan 24, 2023, from https://ec.bioscientifica.com/view/journals/ec/6/3/139.xml

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Pubblicato da Dottor Liborio Quinto

Sono un appassionato di Biologia e Chimica degli Alimenti, e condivido con Voi, il Mio sapere. Chi è interessato a propormi qualcosa, può contattarmi

Una risposta a “La Vitamina D sostiene la crescita muscolare”

  1. E’ Possibile riprogrammare le cellule tumorali in cellule sane?
    La risposta è SI “se riuscissimo a forzarle a differenziarsi. La cellula tumorale altro non è che una cellula staminale “e quindi indifferenziata”, che ha perso la capacità di differenziarsi in cellule di un tessuto sano, e rimane costantemente in uno stadio intermedio di indifferenziazione, che lo porta a proliferare “all’infinito”, ed a sfruttare la glicolisi per rifornirsi di energia e produrre biomassa.
    Infatti sia le cellule staminali sane che le cellule tumorali, vivono in un ambiente carente di ossigeno ed acido, utilizzano la glicolisi (effetto Warburg), e quando risvegliate, sanno solo moltiplicarsi.
    Una delle differenze delle cellule staminali rispetto alle cellule tumorali, e che le prime quando vengono stimolate a proliferare, una parte di esse andrà incontro a differenziarsi, formando nuove cellule differenziate del tessuto (per esempio, pelle, fegato, epiteli vari, muscolo, etc); le cellule tumorali invece, quando vengono stimolate a proliferare, si moltiplicano all’infinito, e non riescono a differenziarsi completamente; quindi le cellule tumorali permangono in una fase costantemente proliferative, senza mai raggiungere la differenziaizione completa.
    In effetti se ci pensiamo, i biologi classificano i tumori in base al grado di indifferenziazione della cellula; più una cellula tumorale è indifferenziata è più è aggressiva ed immortale, perché acquisisce le proprietà biologiche di una staminale; Al contrario i tumori poco aggressivi e/o quelli benigni, sono cellule quasi vicine alle cellule differenziate, ossia che manca poco al loro differenziamento, ma che non riescono a completare la differenziazione; queste cellule pur se anomale, sono meno proliferative e meno aggressive perché sono poco indifferenziate.
    Una branca della Biologia oncologica, suggerisce che per combattere i tumori, potrebbe essere utile usare delle sostanze che le guidano a differenziarsi ed a trasformarsi in cellule sane. Gli Inibitori delle HDAC (Istoni deacetilasi), per esempio forzano le cellule a differenziarsi. Quando la cellula viene forzata a differenziarsi, blocca il ciclo cellulare, ed avvia il programma di differenziazione cellulare, e se non riesce, viene mandata in apoptosi. Anche la Vitamina A e D, dette vitamine morfogeniche, hanno questa proprietà di forzare le cellule tumorali a differenziarsi, ecco perché sono considerate vitamine antitumorali ed epitelioprotettive.
    Il professor Pier Mario Biava “Medico-ricercatore”, ha scoperto i fattori della differenziazione cellulare estratti dalle uova embrionate di zebrafisch, negli ultimi stadi della organogenesi, in grado di indurre la differenziaizone cellulare dei tumori, portandoli a completa differenziaizone in cellule sane, oppure in apoptosi, per induzione degli oncosoppressori P53 e della proteina del retinoblastoma. L’argomento è ben trattato nel Libro guarire del Professor Pier Mario Biava, max studioso di cellule staminali e riprogrammazione cellulare attraverso i fattori della differenziaizone estratti dalle uova di zebrafisch.
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