Le Caldarroste Alcalinizzanti

Le Caldarroste Alcalinizzanti

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Le Caldarroste sono le castagne arrostite.

Questo alimento tipico della stagione autunnale, è molto diffuso in Italia ed un po’ in tutto il bacino del Mediterraneo.

La patria delle castagne, spetta all’Anatolia, una regione della Turchia; in questa regione, nacquero le prime coltivazioni di castagne.

Le Caldarroste sono alimenti nutrienti molto validi, specie se consumati nel periodo autunnale, perché in grado di svolgere un azione protettiva contro influenze e raffreddori.

Le caldarroste sono infatti dotate di minerali antinfiammatori come il manganese, il selenio e lo zinco, nonché di polifenoli, proteine nobili e vitamine del gruppo B e C.

Il loro altissimo contenuto in ceneri alcaline, li rendono alimenti molto alcalinizzanti.

Una dieta ricca di cibi alcalinizzanti, contribuisce a mantenere neutro-alcaline le urine.

In circa 100 grammi di caldarroste ci sono i seguenti minerali e proteine:

  • Proteine: 3,7 g
  • Fosfati 107 mg
  • Potassio 592 mg
  • Magnesio 33 mg
  • Calcio 29 mg
  • Ferro 0,9 mg
  • Zinco 0,57 mg, rame 0,51mg, selenio 1,2 microgrammi, Manganese 1,18 mg

Le ceneri delle castagne sono quindi ricche di minerali alcalini, utili per disintossicare l’organismo, mineralizzare le ossa ed i denti e migliorare il metabolismo.

Se applichiamo la formula per calcolare il PRAL, 100 grammi di Caldarroste, sviluppano un alcalinità di circa – 8 mEq, che è un valore abbastanza alto!

Tra i minerali delle caldarroste ci sono anche lo zinco, il rame, il manganese ed il selenio, che potenziano le difese antiossidanti ed immunitarie dell’organismo.

Le caldarroste, rispetto alle castagne fresche sono più ricche di sostanze antiossidanti; Durante la lenta tostatura, gli enzimi attivati dal calore, idrolizzano le sostanze tanniche contenute sulla pellicina allappante che avvolge l’interno del seme. I tannini idrolizzandosi, liberano polifenoli (ellagitannini, acido ellagico ed acidi gallici), incrementando il potere antiossidante delle castagne.

Castagne e Glicemia

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Le caldarroste hanno un indice glicemico più basso di quello del pane bianco.

Le caldarroste vanno considerate dei cibi integrali, perché costituite dai semi integri delle castagne.

Le Castagne bollite e trasformate in farina di castagna, hanno un indice glicemico elevatissimo.

Quindi l’indice glicemico delle castagne, varia in funzione di come li cuociamo; Se li cuocete, sviluppano un indice glicemico poco al disotto di quello del Pane; se invece li bollite, raggiungono indici glicemici quasi vicino al 100%.

Cento grammi di caldarroste, che carico glicemico sviluppano?

Supponendo che l’Indice glicemico della caldarrosta è IG =60, e supponendo che 100 grammi di castagna, contengono 50% di amidi, il carico glicemico sviluppato dal consumo di 100g di caldarroste, è di circa:

Carico glicemico = (IG x [Z] x m)/100 =

Carico Glicemico = (60 x 50/100 x 100g)/100 = 30 g di glucosio

quindi 100 g di castagne, sviluppano un carico di glucosio di 30 g; chi è diabetico, dovrebbe limitare il consumo di castagne, perché potrebbe aumentare la glicemia.

Fonte Bibliografica

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Pubblicato da Dottor Liborio Quinto

Sono un appassionato di Biologia e Chimica degli Alimenti, e condivido con Voi, il Mio sapere. Chi è interessato a propormi qualcosa, può contattarmi

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