Resistenza Leptinica, Infiammazione, Proteina-c-reattiva, obesità e Vitamina E

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L’Infiammazione Silente è una forma di flogosi di basso grado sotto la soglia del dolore, in cui si assiste ad una moderata concentrazione in circolo di citochine infiammatorie e marker infiammatori aspecifici.

A causare infiammazione di basso grado spesso è il grasso localizzato a livello addominale. Le cellule adipose ipertrofiche a furia di inglobare grasso si ammalano, vanno in sofferenza e richiamano i macrofagi che dalla circolazione sanguigna si infiltrano nel tessuto adiposo viscerale; in questa sede macrofagi e cellule adipose infiammate producono svariate citochine che danneggiano la salute spalancando le porte alle seguenti patologie:

  1. diabete mellito di tipo-2
  2. Ipertensione arteiosa
  3. tendenza del sangue a coagulare
  4. arteriosclerosi
  5. Sindrome dell’Ovaio policistico
  6. Alzhaimer
  7. Demenza senile
  8. cardiopatie
  9. trigliceridi e colesterolo alti

Analizzando il tessuto adiposo viscerale di soggetti normopeso e obesi, si nota che man mano che la quantità di grasso viscerale aumenta, aumentano anche il numero di macrofagi infiltrati nel tessuto adiposo e di conseguenza anche molti marker infiammatori, come la proteina CRP che diventa pericolosa per la salute del cuore se si mantiene per mesi sopra i valori di 3 mg/litro.

Secondo Michela Doll e Barry Sears, l’ideale è mantenere i livelli di CRP sotto 1 mg/litro o comunque non superiore a 2 mg/litro.

La CRP aumenta parecchio in occasione di una infezione, un raffreddore, un accesso dentario o un trauma per poi calare a livelli normali a guarigione completa, e ciò non è un problema in quanto fa parte di un meccanismo normale di difesa.

Ma chi ha LA PANCIA GROSSA, pur non avendo livelli particolarmente elevati di CRP come nel caso di infiammazioni acute, spesso presenta livelli di CRP costantemente sopra i valori di 3mg/litro è ciò indica una infiammazione silente sotto la soglia del dolore generata dalla cattiva alimentazione e della sedentarietà.

Il pancione grosso è la causa di molte patologie tipiche della terza età perché è un generatore di citochine infiammatorie che allarmano e surriscaldano il sistema immunitario incrementando lo stress ossidativo, l’innalzamento della pressione arteriosa, la glicemia, la perdita di massa muscolare e ossea e l’incremento di grasso corporeo e liquidi di ritenzione.

I panciuti con un giro vita notevole, “superiore ai 100 cm nei maschi” ed un po’ meno nelle donne producono Interleuchina-6IL-6” che entrando in circolo sanguigno provoca i seguenti effetti:

  1. IL-6 con il sangue raggiunge i recettori dell’ipotalamo attivando l’asse ipotalamo-ipofisi-surrene con rilascio di cortisolo e aldosterone, che generano perdita di massa muscolare, ipertensione, resistenza insulinica.
  2. IL-6 prodotta dal grasso viscerale entra in contatto con le cellule del fegato inducendole a secernere la proteina CRP.

Ma la CRP alta rallenta il metabolismo attraverso l’inibizione della Leptina.

La proteina CRP tipica degli stati infiammatori è in grado di rallentare il metabolismo attraverso l’inibizione della LEPTINA.

La leptina è l’ormone che regola ed attiva il metabolismo corporeo e smorza la fame comunicando al cervello l’abbondanza di nutrienti.

Come sostiene il Medico Luca Speciani, un buon segnale Leptinico che giunge al cervello è alla base della buona salute, buona forma fisica e un buon funzionamento di tutti gli assi ormonali principali. Un buon segnale leptinico consente all’essere umano di mantenersi snello e magro, avere un ottimo funzionamento delle gonadi, della tiroide, e una buona massa muscolare e ossea.

Quando ce carenza di Leptina, l’individuo tende ad ingrassare, a diventare ipotiroideo, flacido con scarsa massa muscolare.

La carenza di leptina si ha principalmente in due situazioni:

  1. scarso apporto di calorie: chi mangia poco tende ad avere bassi livelli di leptina e di conseguenza il metabolismo si impigrisce, il corpo tende a deperire e quel poco che si mangia viene accumulato come grasso anziché muscolo (dottor Luca Speciani).
  2. Infiammazione di Basso grado “come sostenuto da Chen K. Et al 2006.

L’infiammazione quindi è una delle principali cause di obesità e sovrappeso; L’infiammazione determina l’obesità attraverso la proteina c – reattiva CRP; quando questa è costantemente elevata si lega alla leptina bloccandola ed impedendo che arrivi il segnale leptinico al cervello; Ciò induce abbassamento del metabolismo, tendenza ad ingrassare, perdita di massa muscolare, ritenzione idrica, impigrimento delle funzionalità sessuali e tiroidee.

Quindi una delle cause principale di rallentamento metabolico è l’infiammazione silente che attraverso l’aumento della CRP va ad inibire la LEPTINA , l’ormone del dimagrimento.

Questo meccanismo spiega il perché chi è PANCIUTO ED INFIAMMATO, ha sempre fame, non ha una buona massa muscolare, tende a soffrire di artrosi e osteoporosi (sopratutto se donna), e spesso convive con disfunzioni tiroidee e sessuali.

Il modo migliore per far calare i livelli di CRP è seguire un corretto stile di vita e alimentare (tipo la DietaGift .. chi è interessato può scrivermi a [email protected]) e cercare ridurre la circonferenza della pancia e stare alla larga dagli agenti stressogeni che generano infiammazioni e quindi CRP; bassi livelli di CRP, migliorano la sensibilità dei recettori leptinici dell’ipotalamo e quindi viene incrementata la formazione di muscoli e perdita di grasso.

Un modo alternativo per ridurre i livelli di proteina C-reattiva è quello suggerito dal Libro Prevenire con La zona Di Barry Sears basato sull’integrazione di Vitamina E. La vitamina E è in grado di ridurre la secrezione di proteina C-reattiva da parte del fegato indipendentemente dal fatto che l’infiammazione viene spenta o meno. Quindi se la vitamina E riduce i livelli di CRP nel sangue, di conseguenza migliora la resistenza dei recettori dell’ipotalamo alla leptina e viene quindi migliorato il metabolismo generale del corpo.

Inoltre è bene verificare la presenza di Infiammazioni da cibo (dette volgarmente intolleranze alimentari IgG mediate o allergie ritardate). Nei libri di dietaGift del dottor Luca Speciani si menziona spesso l’importanza dell’infiammazione da cibo come una delle principali cause di rallentamento metabolico e ingrassamento.

Per Info potete scrivermi a [email protected]

Riferimenti bibliografici

  • Guida pratica alla DietaGift e all’alimentazione di Segnale di Luca Speciani – tecniche Nuove editore (anno 2016)
  • Prevenire con la Zona di Barry Sears – Spearling e Kupfer editori – Capitolo 4 “Scoprire L’infiammazione Silente” pagine da 61 a 64.
  • Infiammazioni I killer nascosti di Michaela Doll, macro edizioni, – Capitolo 4 radicali Liberi agressivi da pagina 28 a pagina 38.
  • Induction of leptin resistance throug direct interaction of c-reactive protein with leptin https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/16582918

Pubblicato da Dottor Liborio Quinto

Sono un appassionato di Biologia e Chimica degli Alimenti, e condivido con Voi, il Mio sapere. Chi è interessato a propormi qualcosa, può contattarmi

Una risposta a “Resistenza Leptinica, Infiammazione, Proteina-c-reattiva, obesità e Vitamina E”

  1. PCR alta: l’importanza di alcune proteine sieriche nella diagnostica clinica

    La PCR è un esame che richiedo spesso ai pazienti che vengono presso il mio studio a visitarsi. La ritengo come un punto di partenza importante per avere poi un quadro clinico maggiormente definito. Ma vediamo bene, in che modo può essere utile allo specialista quest’esame? Nell’articolo vi ho parlato di questa strana ma necessaria proteina. Buona lettura!
    I biomarcatori del siero possono rilevare cambiamenti subclinici nell’infiammazione e ci dicono tanto riguardo a ciò che sta accadendo nel nostro organismo. Ovviamente,i parametri specifici per una data malattia infiammatoria, come lo sono le malattie autoimmuni, gli stati di flogosi particolari, a volte possono essere soddisfacenti, diagnosticamente parlando, altre volte lo sono meno. Tuttavia, le proteine di fase acuta di infiammazione sono spesso incluse nei pannelli di screening come marcatori sensibili di infiammazione. Le concentrazioni sono basse negli animali sani, ma possono aumentare rapidamente con l’infiammazione. Così come la VES, anche laproteina C-reattiva (PCR)dispone di una certa rilevanza clinica che suggerisce una possibile utilità nel monitoraggio del controllo di malattie infiammatorie, tumori, malattie autoimmuni, e altro ancora.
    Ma vediamo insieme: che cos’è questa proteina C reattiva? La proteina C reattiva (PCR) è un indice infiammatorio, i cui valori ematici si innalzano in risposta ad un meccanismo di difesa che il nostro organismo svolge nei confronti di un corpo estraneo al suo interno. La produzione di PCR avviene principalmente a livello epatico, ma anche negli adipociti, i quali sono anche sede di produzione di citochine infiammatori importanti, in risposta a stimoli infiammatori di diversa natura. Cosa fa questa proteina nello specifico? Essa va a legarsi alla parete cellulare batterica, ed in particolare complessandosi con la fosfatidilcolina, in modo che ne possa permettere il processo di fagocitosi e la degradazione ad opera dei monociti. Quand’è che i suoi valori ematici si innalzano? Innanzitutto, i valori di riferimento della stessa sono compresi in concentrazioni tra 5-6 mg/L, ed in particolare, il valore medio della proteina C reattiva è compreso tra 0,5 mg/l e 10 mg/l, in relazione ovviamente all’età e al sesso del paziente. Quando si ha un processo infiammatorio, il valore della proteina C reattiva può raggiungere valori molto elevati, fino a 500-1.000 mg/L, suggerendo appunto un meccanismo di difesa del corpo nei confronti del patogeno.
    Quali sono, in particolar modo, le condizioni cliniche che fanno innalzare i valori della PCR?Soprattutto quando ci troviamo di fronte a malattie reumatologiche, autoimmuni, infezioni batteriche, tumori e traumi, e rispetto alla velocità di eritrosedimentazione (VES), la proteina C reattiva risente maggiormente, ovvero, è più sensibile alle risposte interne di infiammazione nell’organismo. Tuttavia, un valore di proteina C reattiva cronicamente elevato è stato anche riscontrato come fattore predisponente ad unaumento del rischio cardiovascolare, così come lo è l’omocisteina sierica elevata, di cui ho anche discusso a lungo in articoli precedenti. .
    Quindi, detto ciò, ora ci interroghiamo sicuramente sul fatto che questa proteina manchi di specificità. Certo, la PCR, come altre proteine della fase acuta, manca di specificità e ciò richiede l’inclusione di biomarker aggiuntivi, in combinazione con le APP, gli autoanticorpi, le analisi su materiale biologico, per migliorare la specificità della malattia. Infatti, il dosaggio dei livelli ematicidi proteina C reattiva, unitamente a quello di altri valori ematici quali LDL/HDL, omocisteina, colesterolo totale, APOB/APOA1, trigliceridi, serve per avere un quadro più completo dell’infiammazione, delrischio cardiovascolare, ma non può sostituirsi completamente ad essi (in quanto indice aspecifico dell’infiammazione).
    Le condizioni che predispongono alle malattie immuno-mediate sono scarsamente comprese, così come lo sono per le neoplasie, per le condizioni degenerative infiammatorie, ma generalmente tali malattie sono associate ad un appropriato targetingdi esamispecifici, che vengono spesso eseguiti in conseguenza alla valutazione dei sintomi, dei segni e dell’evidenza di questo campanello importante d’allarme (PCR) che lo specialista prende in considerazione.
    Per questo lo ritengo un esame importante da tenere in considerazione, ed infatti, la maggiore conferma di avere davanti un quadro clinico e diagnostico di una certa tipologia riesco ad ottenerla unendo i sintomi, le evidenze strumentali, le analisi specifiche, supportate in primis da quelli che definisco “importanti campanelli d’allarme”, come lo è la PCR per esempio.

    Dott. Francesco Garritano

    https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23911413

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