La Riboflavina sembra prevenire il Parkinson

La Riboflavina sembra prevenire il Parkinson

La Riboflavina sembra prevenire il Parkinson

Una pubblicazione scientifica del 2003 suggerisce che una dieta a basso contenuto di carne rossa associata ad integrazione di Vitamina B2 (riboflavina), può contribuire a migliorare i sintomi dei pazienti affetti dal Morbo di Parkinson. Questa pubblicazione è intitolata:

High doses of riboflavin and the elimination of dietary red meat promote the recovery of some motor functions in Parkinson’s disease patients https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/14502375/

In questo lavoro, 19 pazienti con malattia di Parkinson (8 maschi ed 11 femmine) di età media di 66 anni, hanno ricevuto la riboflavina per via orale (30 mg ogni 8 ore), più i consueti farmaci sintomatici, e tutta la carne rossa è stata eliminata dalla loro dieta.

Dopo circa 1 mese, i livelli di riboflavina nel plasma di questi pazienti nel plasma si è normalizzata.

Tutti i 19 pazienti che hanno completato i 6 mesi di trattamento hanno mostrato un segno di miglioramento della capacità motoria durante i primi tre mesi.

La loro capacità media era aumentata dal 44% al 71% dopo i 6 mesi; unico effetto collaterale è stata l’urina giallastra.

Per approfondire sulla RIBOFLAVINA, invito il lettore a leggere un mio vecchio articolo intitolato: Riboflavina: Vitamina Fluorescente https://liborioquinto.altervista.org/riboflavina-vitamina-fluorescente/

Perché l’integrazione alimentare della Vitamina B2 ha migliorato i sintomi nei pazienti con il Parkinson?

Questa risposta posso provare a darla dalla lettura di questa recente pubblicazione: Neuroprotection against Aminochrome Neurotoxicity: Glutathione Transferase M2-2 and DT-Diaphorase del professor Juan Segura-Aquilan https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC8868244/

Perché l’integrazione alimentare della Vitamina B2 ha migliorato i sintomi nei pazienti con il Parkinson?

Probabilmente perché ha migliorato l’attività enzimatica dell’enzima NQO1 (EC1.6.5.1), noto anche con il nome di DT-DIOFORASE. Questo enzima previene l’accumulo di AMINOCROMO all’interno dei neuroni dopaminergici. L’AMINOCROMO è probabilmente una delle principali cause dello sviluppo del morbo di Parkinson. L’AMINOCROMO si forma dall’ossidazione della dopamina durante la formazione di NEUROMELANINA nel cervello. L’aminocromo è un intermedio metabolico della biosintesi della NEUROMELANINA, che come si forma deve essere subito trasformato subito in neuromelanina, altrimenti il neurone dopaminergico muore.

L’enzima che trasforma l’aminocromo in neuromelanina è l’enzima NQO1, che per funzionare ha bisogno della Riboflavina (Vitamina B2). Per essere più precisi, NQO1 per funzionare ha bisogno del FAD, ed il FAD deriva dalla Vitamina B2. Se manca nella dieta la vitamina B2, i livelli di FAD diminuiscono e probabilmente NQO1 non può trasformare L’AMINOCROMO derivante dall’ossidazione della dopamina in NEUROMELANINA; di conseguenza l’aminocromo si accumula all’interno del neurone dopaminergico e genera una serie di danni che porta alla morte del neurone. Si stima che quando il 60% dei neuroni dopaminergici muoiono, si sviluppano i sintomi motori del morbo di Parkinson.

Quindi per riassumere, l’integrazione della Vitamina B2 dovrebbe prevenire l’accumulo nei neuroni dopaminergici di AMINOCROMO “salvando i neuroni”.

Perché hanno proposto di eliminare la carne rossa dalla dieta dei malati di Parkinson?

Probabilmente perché la carne rossa è ricca di ferro eme; E’ noto che l’eccesso di ferro nella dieta può scatenare la reazione FENTON generando stress ossidativo. Si suppone che l’eccesso del ferro potrebbe favorire l’accumulo di AMINOCROMO dall’ossidazione del LEUCOAMINOCROMO.

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Pubblicato da Dottor Liborio Quinto

Sono un appassionato di Biologia e Chimica degli Alimenti, e condivido con Voi, il Mio sapere. Chi è interessato a propormi qualcosa, può contattarmi

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