Alzheimer: Il Terzo Diabete

Alzheimer: Il Terzo diabete
Descaimer: Le Informazioni riportate sono solo a carattere divulgativo e potrebbero avere delle imprecisioni; chi a problemi di salute, deve rivolgersi al medico

L’Alzheimer è una patologia molto invalidante che colpisce il cervello di molti anziani.

Nell’Alzheimer, si manifesta una lenta perdita di neuroni, con conseguente riduzione della memoria, della capacità di ragionamento e della perdita di riconoscere gli odori.

Ad essere maggiormente colpiti, sono i diabetici di tipo-2. Il Diabete di tipo-2 è caratterizzato da resistenza insulinica progressiva, che inizialmente colpisce il fegato, e successivamente si propaga ai muscoli e tessuto adiposo, rendendo difficile l’assorbimento del glucosio da parte di questi organi.

Molte pubblicazioni recenti, suggeriscono che l’Alzheimer è una forma di Diabete, che si manifesta quando la resistenza insulinica colpisce alcune aree del cervello.

Pertanto i neuroscienziati, chiamano l’Alzheimer, “il Terzo Diabete”.

Quando la resistenza insulinica colpisce il cervello, alcune aree del cervello non riescono ad assorbire il glucosio. I neuroni di quelle aree cerebrali, incominciano a morire di fame, riducendo le facoltà mentali.

Le aree interessate dalla resistenza insulinica sono quelle che hanno i recettori GLUT-4, dipendenti dall’insulina. Queste aree cerebrali, sono:

  1. Il Bulbo Olfattivo (dove ci neuroni che gestiscono l’olfatto)
  2. L’Ippocampo Girodentato (dove ci sono i neuroni della memoria e mi pare anche dell’orientamento nello spazio).
  3. Il cerveletto (alcune zone)

Queste zone, colpite da resistenza insulinica, non ricevendo glucosio, si ammalano, e si manifestano i tipici segni dell’Alzhiemer (perdita di memoria, perdita della capacità olfattiva e dell’orientamento).

Quindi, ricapitoliamo il discorso:

  1. Il Diabete mellito di tipo 2, è una forma di resistenza insulinicache può progressivamente propagarsi al fegato, Muscoli e Tessuto Adiposo.
  2. Quando la resistenza insulinica, colpisce il cervello, si può manifestare l’Alzheimer, che viene definito con il termine di Terzo Diabete
  3. Nel cervello ci sono i recettori del glucosio, GLUT-1, GLUT-3, GLUT-8 e GLUT-4; Le GLUT-4 sono strettamente dipendenti dalla presenza di insulina. Le aree del cervello in cui predominano i trasportatori del glucosio GLUT-4, sono quelle più vulnerabili alla resistenza insulinica “dell’Alzheimer”. Manco a farlo apposta, queste aree del cervello, sensibili all’insulina (ricche cioè di GLUT-4), sono quelle che controllano l’olfatto, la memoria e l’orientamento spaziale; ciò non sorprende che il soggetto colpito da Alzheimer, sviluppi disturbi della memoria, scarsa capacità di riconoscere gli odori e dell’orientamento.

Medici e Biologi, sono concordi sul fatto che l’infiammazione è lo stress, sono la principale causa della resistenza insulinica e del diabete.

Un corretto stile di vita e alimentare contribuisce ad abbattere l’infiammazione, con conseguente prevenzione e/o miglioramento del diabete-2.

La stessa raccomandazione, vale anche per altre malattie croniche, tra cui l’Alzheimer, la cui causa è una prolungata neuro – infiammazione, che innesca la resistenza insulinica in determinate aree del cervello.

Interessanti Curiosità sul Cervello e Insulina

  • Il cervello è un organo che pesa circa 1,3 Kg ed assorbe il 25% delle calorie totali a riposo.
  • Il carburante principale del cervello, è il glucosio
  • Il Cervello assorbe il glucosio tramite i trasportatori GLUT-1, GLUT-3, GLUT-8 e GLUT-4
  • Il GLUT-4 è strettamente dipendente dall’insulina; se manca l’insulina, le zone del cervello ricche di GLUT-4, rimangono prive di glucosio.
  • L’Insulina non è prodotta solo dal Pancreas, ma anche da alcune aree del cervello
  • Quindi “anche il cervello” produce Insulina
  • Pare che a stimolare la secrezione di Insulina da parte del Pancreas e cervello, sia l’ormone GLP-1 secreto dalle cellule L distribuite lungo il tratto dell’intestino.
  • Il GLP-1 pare legarsi ai recettori GLP-1R del Pancreas e del cervello, favorendo la secrezione di Insulina
  • Le cellule-L intestinali, producono GLP-1, in funzione della composizione chimica dei nutrienti, e volume del cibo, nonché anche alla presenza di alcuni metaboliti prodotti dalla flora batterica intestinale.
  • Quindi ce un collegamento “tra Intestino” e Cervello, e l’asse ormonale GLP-1/Insulina potrebbe essere uno di questi.
  • Non sorprende, che ci siano molte pubblicazioni mediche che studiano la relazione tra Flora batterica intestinale e malattie del cervello, e l’asse ormonale GLP-1/Insulina e la resistenza insulinica del cervello, potrebbe essere una delle cause dell’Alzheimer.

Tutto quello che ho scritto, è un riassunto delle letture fatte di alcune pubblicazioni medico scientifiche internazionali (vedete riferimenti bibliografici). Tuttavia, ciò che ho scritto può presentare imperfezioni, e quindi le informazioni sono solo a carattere divulgativo e Non Medico.

Si invita il lettore interessato a queste patologie, di rivolgersi sempre al proprio medico, e di non fare rifermento a quanto pubblicato in questo post.

Fonte Bibliografica

  1. Brain GLP-1 and Insulin Sensitivity https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4547906/
  2. Insulin in the Brain: Its Pathophysiological Implications for States Related with Central Insulin Resistance, Type 2 Diabetes and Alzheimer’s Disease https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4191295
  3. Decoding Alzheimer’s disease from perturbed cerebral glucose metabolism: Implications for diagnostic and therapeutic strategies https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0301008213000531
  4. GLP-1 based therapeutics: simultaneously combating T2DM and obesity https://www.frontiersin.org/articles/10.3389/fnins.2015.00092

DESCLAIMER: Le Informazioni Pubblicate su Alimentazione e Nutraceutica hanno carattere esclusivamente divulgativo e non devono essere considerate come consulenze né prescrizioni di tipo medico o di altra natura. Prima di prendere decisioni riguardanti la propria salute, compresa quella di variare il proprio regime alimentare, è indispensabile consultare, di persona, il proprio medico.

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